Menu principale:
CHE COS'E' IL MINIRUGBY
Il campo è un rettangolo di prato a misura variabile secondo l’età dei giocatori. Due squadre si contendono una palla ovale. Vince chi riesce a fare più “mete”, ovvero a portare più volte la palla oltre la linea estrema che delimita la porzione avversaria. Per riuscirvi, si avanza spingendo o correndo senza farsi acchiappare, oppure si passa al compagno libero. Sempre indietro, però, e sempre con le mani: i piedi servono a correre oppure a calciare quando si è più grandi. Allo stesso modo, per impedire agli avversari di fare meta, bisogna acciuffare solo quelli che portano palla. Niente pugni, gomitate, sgambetti o tirate di capelli. Basta una salda presa al corpo (alle gambe è meglio) o una bella spinta fuori dal campo. Si ruzzola, certo. Ci si contrasta e talvolta si rimediano botte, graffi e zuccate. Ma chi gioca a rugby casca sull’erba, non sul cemento. Impara subito a sopportare i colpi e scopre che frignare non serve a niente: il dolore passa con una pacca sulle spalle, l’incoraggiamento dei compagni e, nei casi più complessi, con qualche minuto di riposo, un po’ di ghiaccio e qualche sorso d’acqua.