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CHI PUO' GIOCARE
Maschi e femmine, piccoli e grandi, esili o robusti, da sei anni a tutta la vita. Nelle nostre squadre tutti hanno spazio e per ciascuno c’è qualcosa da fare. Del resto, per regolamento, in partita non esistono riserve: tutti quelli che si presentano sul campo, a turno, devono giocare.
Il rugby educativo non è pensato per costruire campioni ma persone con la testa sul collo. Tuttavia il talento, quando si mostra, è riconosciuto e valorizzato grazie alla scrupolosa attenzione che i nostri allenatori prestano all’indole e alle caratteristiche dei singoli. Che siano timidi o fanfaroni, pirati o mammolette, ascetici o casinisti, bambocci o scippatori, per tutti ci sono carezze o urlacci secondo ciò che serve al momento. Magari scappa una rudezza verbale al coach esausto, l’allontamento coatto dal campo di un bimbo ribelle e a qualche genitore capita di inorridire. Bisogna saperlo e farci il callo: il rugby non va d’accordo con le campane di vetro. Le fracassa.