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L' ALLENATORE
Che sia un giocatore, una vecchia gloria della palla ovale, uno sportivo di qualunque provenienza, un papà appassionato o tutte queste cose insieme, l’allenatore è uno che per insegnare ai bambini ha seguito uno specifico training curato dalla Federazione italiana rugby (Fir) e che ciclicamente si aggiorna. Ha una spiccata attitudine a interagire con i giovani e trascorre quasi più tempo con loro che con i propri congiunti. A meno che questi ultimi non siano rugbysti a loro volta (cosa in verità molto frequente). Sul campo i bambini sono sotto la giurisdizione dell’allenatore e di fatto escono temporaneamente dalla tutela della famiglia. Poiché il percorso verso l’autonomia dei giovani coincide con la missione di ogni educatore degno di questo nome e soprattutto con l’auspicabile aspirazione di ogni mamma e papà, è importante che proprio i genitori sostengano e non intralcino la costituzione di un rapporto “altro” rispetto a quello familiare. Il confronto con l’allenatore si sviluppa in modo efficace e educativo solo in assenza di ingerenze. I genitori, naturalmente, possono appoggiare il tecnico fuori dal contesto allenamento o torneo, rimarcando a casa i principi appresi sul campo. Va da sé che è permesso loro di tempestare con dubbi e domande coach e collaboratori, nonché bombardarli di critiche ogni volta che lo ritengano utile. Possibilmente, lontano da occhi e orecchie innocenti.